Scomparsa del prof. Natalino Irti

L'Unione dei Privatisti apprende con profonda tristezza la notizia della scomparsa del professor Natalino Irti, Maestro degli studi civilistici e figura eminente della cultura giuridica italiana.


La Sua morte colpisce l'intera comunità dei giuristi e, in modo particolare, quanti si riconoscono nella tradizione del diritto civile come luogo di elaborazione concettuale, di responsabilità scientifica e di interpretazione critica delle trasformazioni sociali.


Natalino Irti è stato uno dei protagonisti più autorevoli del pensiero giuridico italiano del secondo Novecento e dei primi decenni del nuovo secolo. Allievo di Emilio Betti, ha insegnato in diverse Università italiane e, per molti anni, nella Sapienza Università di Roma, dove ha formato generazioni di studiosi, magistrati, avvocati e operatori del diritto. Socio nazionale dell'Accademia dei Lincei e Presidente dell'Istituto Italiano per gli Studi Storici, ha saputo congiungere il rigore del civilista con l'ampiezza dello sguardo teorico, storico e filosofico.


La sua opera ha segnato in profondità il modo d'intendere il diritto privato contemporaneo. Con L'età della decodificazione, Irti ha offerto una delle letture più penetranti della crisi della centralità del codice civile e della trasformazione dell'ordinamento in un sistema articolato di leggi speciali, statuti di settore e razionalità normative plurali. Quella riflessione ha inciso stabilmente sul lessico e sulle categorie della dottrina civilistica, mostrando come il diritto privato non potesse più essere compreso soltanto attraverso la forma ordinata e compatta del codice ma dovesse misurarsi con la frammentazione degli interessi, dei poteri e delle fonti.

 

Negli scritti successivi, la sua indagine si è progressivamente rivolta ai fondamenti stessi del diritto, al rapporto tra forma giuridica e decisione, tra diritto e tecnica, tra mercato e ordinamento, tra nichilismo e formalismo. Irti ha saputo indagare il destino del diritto nell'età della globalizzazione, della crisi delle grandi verità condivise, della crescente potenza dei processi economici e tecnologici, fino al punto da ispirare la riflessione sulle Dottrine generali della sostenibilità. In questa prospettiva, la sua lezione ha oltrepassato i confini del diritto civile in senso stretto, assumendo il valore di una riflessione generale sulla funzione del giurista nella società contemporanea.


Per l'Unione dei Privatisti, la sua scomparsa rappresenta una perdita particolarmente grave. Irti ha incarnato una concezione alta della scienza giuridica: non come tecnica separata dalla cultura, né come esercizio puramente professionale, ma come forma di pensiero capace di interpretare il proprio tempo, custodendo insieme la severità del metodo, la forza della parola e la consapevolezza della responsabilità civile dell'accademico.


La comunità dei privatisti italiani ne conserverà l'opera, l'insegnamento e l'esempio come parte essenziale del proprio patrimonio scientifico. In un momento in cui il diritto privato è nuovamente chiamato a misurarsi con mutamenti profondi dell'economia, della tecnica e delle forme sociali, la lezione di Natalino Irti continuerà a offrire strumenti preziosi di comprensione critica e di orientamento teorico.

L'Unione dei Privatisti esprime il proprio commosso cordoglio ai familiari, agli allievi e a quanti gli furono vicini, e si unisce al lutto della cultura giuridica italiana.